Da giorni si ipotizzava un passo del genere, probabilmente anche per potersi candidare alle elezioni politiche. Le ragioni della scelta verranno spiegate in una conferenza stampa alle 16. Ma intanto twitta: Governare così è (quasi) impossibile!
martedì 9 ottobre 2012
Podestà si dimette da presidente della Provincia di Milano.
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martedì, ottobre 09, 2012
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Gabriele Bandioli
Piste ciclabili fai-da-te con il kit di luci laser.
L’Italia è il paese europeo con la più alta densità di automobili: in strada circolano 36 milioni di vetture, pari a 65 auto ogni 100 abitanti.
Eppure, il numero dei ciclisti che usa la bicicletta come mezzo di trasporto ì è salito a 25 milioni. E proprio di qualche giorno fa è la notizia che, complice la crisi economica, le vendite di due ruote nel 2011 hanno superato quelle dei veicoli a motore.
La sicurezza però rimane un problema critico. In Italia sono ancora troppo pochi i chilometri di piste ciclabili: si tratta di poco più di 3mila km in totale. Poco, pochissimo se si considera che a questo dato si arriva sommando le ciclabili di sole tre città europee (Stoccolma, Hannover ed Helsinki).
I protagonisti istituzionali del mondo della bici in Italia – Fiab, Salvaiciclisti e Legambiente – stanno tentando di modificare le cose. Ma il percorso non è semplice e si scontra con la mancanza di fondi e, in alcuni casi, con la resistenza delle amministrazioni pubbliche.
In attesa che si attivi il cambiamento, arriva un nuovo sistema tecnologico che aumenta la sicurezza di chi pedala durante la notte. Si chiama Bike Lane Safety Light, costa circa 30 euro, ed è prodotto e distribuito (anche online) dall’azienda statunistense Xfire.
Si tratta di un dispositivo laser che si applica al telaio della bicicletta e che proietta sulla strada ai lati del veicolo due luci rosse. L’effetto è quello di vedere un mezzo che si muove in un’area protetta. In questo modo i ciclisti sono più visibili e, di conseguenza, corrono meno rischi.
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martedì, ottobre 09, 2012
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Gabriele Bandioli
martedì 2 ottobre 2012
Agenzia digitale, direttore cercasi!
La carta d'identità elettronica arriverà 'nella primavera 2013'.
Tra le tante chimere dell'amministrazione pubblica italiana, una in particolare vanta un iter ultradecennale di promesse, prototipi, e clamorose ritirate. E' il caso della Carta d'Identità Elettronica (Cie), il nuovo documento destinato a contenere tutti i dati identificativi e le informazioni ufficiali relative alla persona e a funzionare anche come carta di servizi.
Documento di identità, tessera sanitaria, codice fiscale memorizzati in un micorchip, su un unico supporto. Potrebbe essere la volta buona, stando alle recenti dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, il quale ha annunciato la distribuzione delle prime carte "nella primavera 2013". L'obiettivo, ha aggiunto il ministro, è quello di distribuirne circa 8 milioni l'anno, per un costo di circa 62 milioni di euro l'anno.
Documento multitasking
Il nuovo documento avrà caratteristiche particolari di sicurezza e sarà una carta per accedere ai servizi digitali della Pubblica amministrazione e per effettuare pagamenti. Oltre a contenere tutti i dati anagrafici del cittadino, la Cie costituirà una piattaforma preferenziale di comunicazione tra la persona e i servizi erogati a livello locale e nazionale: il fascicolo sanitario elettronico, le prescrizioni mediche online, le iniziative per la scuola digitale, l'abbonamento per il trasporto pubblico locale.
Agenzia digitale, direttore cercasi
Il progetto CIE è considerato strategico nel passaggio (il decantato switch off ) verso la digitalizzazione della P.a., anche se vale la pena ricordare che la cabina di regia che dovrebbe guidare l'innovazione tecnologica italiana attende ancora la nomina per il direttore dell'Agenzia Digitale; dunque, è tutto in stand by.
A questo proposito segnaliamo che il governo ha aperto un bando per la selezione del direttore generale dell'agenzia per l'Italia digitale. Coloro che intendono candidarsi possono inviare il proprio curriculum vitae in formato europeo al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: agenziaitaliadigitale@pec.governo.it.
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martedì, ottobre 02, 2012
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Gabriele Bandioli
venerdì 28 settembre 2012
Per ridurre il packaging si mangia anche la confezione
Merendine ipocaloriche, prive di conservanti e che dichiarano guerra al packaging. Per far bene alla salute dei più giovani, ridurre i rifiuti e pesare meno sull’ambiente. L’idea è tutta italiana e arriva dalla facoltà di Agraria dell’Università di Foggia che ha messo a punto una glassa per muffin e similari in grado di bandire per sempre da questi prodotti etanolo, sorbati e derivati dell’anidride solforosa che appesantiscono e rendono meno digeribili e sani gli snack dolci.
A garantire tale “rivoluzione”- si legge sul sito ambienteambienti.com - l’innovativo film commestibile messo a punto dai ricercatori foggiani nell’ambito delle attività condotte nel Laboratorio di cereali e derivati e nel Laboratorio di formulazioni alimentari.
Grazie a questa glassa protettiva le merendine non hanno bisogno di essere confezionate in altri materiali che ne garantiscano la corretta conservazione. Nei prodotti da forno, infatti, spesso si riscontra la necessità di inserire una atmosfera protettiva – tipo azoto - all’interno della confezione. E così le confezioni aumentano.
«Il problema maggiore dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente è quello dei secondi e terzi imballaggi», spiega la professoressa Carla Severini, a capo dell’equipe di ricerca.
«I nostri prodotti, invece, possono essere confezionati, molto semplicemente, in un solo materiale che sia in grado di fare da barriera al vapore d’acqua: grazie alla ricopertura superficiale, infatti, il prodotto è protetto di per sé da migrazioni interne di umidità, che potrebbero portare al suo indurimento o alla formazione di condensa dentro la confezione, cosa che comprometterebbe la conservabilità del prodotto
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venerdì, settembre 28, 2012
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Gabriele Bandioli
martedì 25 settembre 2012
... in compenso al Senato c'è molta droga!!
ARRESTATO DIRETTORE DELLE POSTE DEL SENATO PER SPACCIO DI DROGA !
Le accuse: elemento di spicco di una banda italo-albanese, usava anche l’auto di servizio.
Tra i dieci componenti di una banda italo-albanese di spacciatori arrestati dai carabinieri di Valmontone c’è anche il direttore dell’ufficio delle poste del Senato. L’uomo, O. R., di Olevano Romano, secondo le indagini risulta tra gli elementi di spicco della banda che gestiva lo spaccio di cocaina a Valmontone e nell'hinterland a sud della capitale, quasi un braccio destro del boss che controllava il mercato rifornendosi da un gruppo di albanesi.
L'uomo, agli arresti domiciliari, sarebbe accusato anche di peculato in quanto avrebbe usato anche l'auto di servizio per fini illeciti.
Gli arrestati sono tre albanesi e sette italiani, e tra questi ultimi anche un autista di bus di linea, e un agente di polizia locale del Comune a sud di Roma. Anche loro si sarebbero prestati, anche con le loro auto di servizio, a smerciare droga per conto dell'organizzazione.
Orlando Ranaldi direttore delle poste del Senato
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martedì, settembre 25, 2012
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Gabriele Bandioli
giovedì 20 settembre 2012
Al Senato non c'è più nessuno....
Al Senato è successo anche questo: che la seduta del 20 settembre sia stata sospesa per mezz'ora perché non c'era nessuno che potesse svolgerne la presidenza. Pare sia la prima volta che succede nella storia del Senato. Sarà anche sfortuna, ma che un simile episodio accada proprio in questi giorni non può che accentuare la sensazione di crollo del sistema politico italiano.
Andiamo con ordine. Al Senato si discutono le mozioni sulla violenza contro le donne. Presiede Emma Bonino, che a fine turno deve essere sostituita da Domenico Nania, che però è in ritardo a causa del suo volo da Catania a Roma. Per qualcuno il ritardo non è previsto, Nania dirà che aveva avvisato. A quel punto, Rosi Mauro (sì, è ancora tra i vicepresidenti del Senato) accetta di presidere, ma lascia a mezzogiorno per "impegni personali" e corre a Fiumicino. Risultato: seduta sospesa, finché non arriva il presidente Schifani, che era con Michela Brambilla alla cerimonia di consegna degli ultimi tre beagle sequestrati nell’allevamento di Green Hill.
Qualcuno si chiederà: ma per una tale cerimonia occorre che intervenga la seconda carica dello Stato? Evidentemente sì. Ma a parte ciò, non si può fare una colpa a Schifani perché comunque ci sono i vicepresidenti. Non sempre, purtroppo.
Arrivato in aula, Schifani si sente i rimproveri dei senatori presenti, Anna Finocchiaro in primis, dichiara che il fatto sia "increscioso" e che farà un'istruttoria. Alla fine, le maggiori critiche vanno a Rosi Mauro, per aver accettato di presiedere l'aula, ma con la "condizione" del doversene andare a mezzogiorno. Sandro Bondi, che probabilmente ha qualche sassolino da togliersi con i suoi ex alleati, ha detto: "Che cosa c’è di più improrogabile della gestione d’aula? E' un fatto inaudito, Mauro deve dare spiegazioni".
Tutto vero, per carità. Tutto corretto. E tutto che alimenta, inesorabilmente, il vento dell'antipolitica. Pochi chilometri più in là di palazzo Madama, la Regione Lazio sta per esplodere. Ma le pareti del Senato sono ben protette da ogni possibile rumore.
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giovedì, settembre 20, 2012
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Gabriele Bandioli
mercoledì 19 settembre 2012
A 23 anni, inventa il frigorifero senza corrente. Come funziona?
Caterina Fallini, 23enne livornese, ha vinto una borsa di studio presso il centro ricerche della Nasa per realizzare il suo progetto Freijis: il risultato è l'invenzione di un frigorifero che funziona senza corrente. E non si tratta di una bufala mediatica ma è frutto di quattro anni di studi e sperimentazione presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche a Firenze. Caterina però ha ammesso che appena terminati gli studi universitari lascierà l'Italia: un altro cervello in fuga verso mete dove sono in grado di apprezzare e valorizzare i giovani talenti.
Ecco un video di Caterina Fallini
Ma come funziona? E che scenari offre nel mercato degli elettrodomestici?
- Il frigorifero senza corrente che ha inventato Caterina è l'idea che le ha permesso di vincere la borsa di studio presso il centro di ricerca NASA della Silicon Valley. Ecco cosa ha detto in merito "L’idea mi è venuta in Africa studiando alcune strutture fatte con materiali porosi come il fango o la terracotta. Strutture che utilizzano il processo chiamato evaporative cooling, lo stesso per il quale la temperatura nel nostro corpo si abbassa nel momento in cui avviene la sudorazione. Ho associato questa tecnologia con dei materiali che si chiamano PCM. Così è nato Freijis".
Il suo progetto ha suscitato l'interesse di numerose aziende e, dopo la presentazione del progetto, Caterina è partita per la California dove ha trascorso l’estate in compagnia di ricercatori provenienti da tutto il mondo. Prima di partire aveva provato a bussare alla porta di Provincia e Regione Toscana ma ha trovato molte difficoltà e tanta diffidenza. Negli Stati Uniti invece è venuta a contatto con gli ideatori di Google Earth con cui ha condiviso le sue esperienze e le sue idee. Che differenza abissale tra Usa e Italia!
E questo è dimostrato dalle sue parole "Devo finire l’Università, ma conto di tornare in California per sviluppare il mio progetto. Forse potrei farlo anche a casa mia, ma sarei più frustrata perché incontrerei enormi difficoltà che rallenterebbero il mio lavoro".
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mercoledì, settembre 19, 2012
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Gabriele Bandioli
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