lunedì 23 luglio 2012

Vivere con 5 euro al giorno. Ecco come si fa!

Buongiorno! Mi chiamo Stefania abito in provincia di Cremona ho 37 anni, faccio la casalinga tuttofare ho 3 bimbi di 9, 4, 2 anni ed un marito operaio metalmeccanico. Viviamo con 5 euro al giorno, questo badget comprende: cibo, vestiti, farmacia, scarpe, detergenza personale e casalinga, materiali scolastici, e piccoli regalini ai bimbi…
COME FACCIO???? http://natural-mente-stefy.blogspot.com/ questo è il mio blog, sono cose davvero facili, piccoli accorgimenti quotidiani che se presi come abitudine arrivano spontanei, mi faccio tanto in casa, quasi tutto. Mi piacerebbe molto potere dare spunti nuovi ed aiutare le persone in difficoltà. La televisione orami è piena di persone che testimoniano la loro difficoltà, siamo in piena crisi e qualcosa ognuno può fare per stare meglio. Vi scrivo non per protagonismo o perchè vorrei essere citata io. Il mio blog ho notato che interessa molto e che nel mio piccolo qualcuno si sta già aiutando, da solo sta mettendo in pratica i miei piccoli consigli! Io faccio cosmesi, detersivi, pane, pizze, focacce, tappeti, borse, bigiotteria, insomma di tutto, in casa e con materiale di recupero cosi da inquinare meno, avere prodotti di qualità con il minimo di spesa economica.
grazie mille
rossini stefania, cremona

Il manuale della blogger low cost più famosa d'Italia
Vivere in 5 con 5 euro al giorno...pensate che non sia possibile? Stefania Rossini, donna tuttofare, madre di tre figli, un solo stipendio (quello del marito, metalmeccanico) e un mutuo da pagare, ci indica una strada per risparmiare e vivere in modo più sobrio, ma con gioia! Una strada fatta di semplici accorgimenti e praticabile da chiunque abbia voglia di mettersi un po' in gioco, senza stravolgere la propria esistenza.
In questo piccolo manuale di decrescita felice impareremo a creare un orto urbano, a preparare gustose ricette con le verdure che vi cresceranno, a riutilizzare creativamente gli indumenti dismessi (ma non solo: nulla si spreca, tutto può rinascere a nuova vita!), ad autoprodurre in modo economico i detersivi per la pulizia della casa, i detergenti per la persona e anche i prodotti per la cosmesi, a realizzare borse, collane, orecchini e molto altro, a fare la spesa – se proprio è necessario – in modo più attento, consapevole e responsabile.
Riscopriremo l'economia del baratto (non tanto per scambiare oggetti, ma per condividere valori, saperi e solidarietà) e vedremo come è possibile economizzare anche là dove sembra più difficile (su luce, gas, acqua).
Questo libro è un inno al fare piuttosto che al comprare, all'essere piuttosto che all'avere, ed è soprattutto un invito a ricercare il «ben-essere» nostro e della Madre Terra.

venerdì 20 luglio 2012

il social lending fa concorrenza alle banche.

In inglese social lending, in forma ibrida prestito peer-to-peer, in italiano prestito tra privati.
Si affaccia nel nostro Paese qualche anno fa, come sistema per ottenere liquidità tra privati e oggi sta assumendo le connotazioni di un vero e proprio modello finanziario.

Le ragioni del successo sono evidenti: le banche, a corto di liquidità, erogano prestiti con difficoltà, imponendo sovente condizioni difficili; il prestito tra privati mette in contatto direttamente creditore e contraente, i tassi del prestito sono mediamente inferiori di due punti percentuali rispetto a quelli degli istituti di credito e il servizio è aperto anche ai lavoratori atipici, cioè persone assunte con contratto a progetto o a tempo determinato. Viceversa, chi presta denaro percepisce una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dal mercato bancario (quasi il doppio rispetto ai conti deposito e ai Btp) e considera il sistema una forma di investimento assai remunerativa.

COME FUNZIONA
Il prestito tra privati non è un sistema “fai da te”. Si tratta di un servizio erogato online da società accreditate, attraverso piattaforme vigilate da Banca d'Italia, che predispongono strumenti di sicurezza per tutelarsi da rischi di insolvenza e per recuperare eventuali crediti inevasi. Ogni utente che richiede un prestito viene classificato in base al livello di affidabilità, in modo del tutto simile a quello assegnato dalle banche: più il livello è basso e più i tassi di interesse dovrebbero essere alti per compensare il rischio assunto dal contraente.
Chi stabilisce il valore del tasso? La quota viene decisa attraverso un meccanismo di asta online in cui chi dà denaro fissa il proprio obiettivo di rendimento e colloca la propria offerta, tenendo conto della rischiosità prevista per le varie tipologie di debitori. Per ridurre il rischio di insolvenza inolte, il sistema 'spalma' il credito erogato tra diversi soggetti creditori (30 o 50 a seconda della società intermediaria).
La possibilità di incontro tra la domanda di prestiti e l'offerta di denaro liquido rimane aperta 24 ore al giorno e i tempi per ottenere un prestito possono essere brevissimi (soprattutto se confrontati con la prassi bancaria).
I creditori non possono conoscere in nessun caso il nome dei debitori, ma nel loro profilo trovano i dettagli del progetto per il quale è richiesto il finanziamento. Si alimenta così l'aspetto 'emozionale' del social lending: le persone sono coscienti di come viene impiegato il loro denaro.

GLI OPERATORI E I NUMERI
Zopa, nata da un franchising con l'omonima società britannica, è stata la prima piattaforma ad avviare il servizio in Italia, nel 2008. Costretta a sospendere l'attività da Bankitalia, riapre i battenti online la scorsa primavera, con nuovo imprimatur, col nome di Smartika. Da un paio d'anni in Italia opera anche Prestiamoci. Secondo le cifre riportate da Il Sole 24 Ore, Prestiamoci ha erogato 1,15 milioni di euro per un totale di 238 prestiti. Smartika da quando è difatti ripartita ha erogato finanziamenti superiori a 828mila euro per un totale di 131 prestiti.  Le insolvenze, secondo gli operatori del settore sono nell'orbita del 2-3%. Le società intermediarie prevedono una commissione sulla transazione, a carico di entrambi i soggetti (contraente e creditore).

martedì 17 luglio 2012

il caldo rende addirittura impossibile il lavoro...

“Antò, fa caldo”, citando un vecchio spot. Ma cosa sono i 40°C gradi italiani raggiunti nei periodi di massima calura estiva se confrontati con le temperature veramente hot del deserto? In alcuni luoghi il caldo rende addirittura impossibile il lavoro, o la sopravvivenza degli esseri umani e della vegetazione.
Avete mai provato a passeggiare per il deserto del Lut, in Iran, quando il termostato raggiunge quota 70°C? Ne dubitiamo fortemente. Quindi prima di lamentarvi per il troppo caldo portato da Minosse o dai vari anticicloni cui si è arbitrariamente deciso di dare una nome strambo, pensate a quei Paesi in cui l’afa e le temperature incandescenti rendono impossibile fare qualsiasi cosa. 
Il sito Foreign Policy, per mostrare ai propri lettori quello che stanno patendo negli Stati Uniti, ha pubblicato una lista dei posti più caldi del mondo. Si tratta in linea di massima di deserti che si trovano in Africa, Medio Oriente e Asia. Solo uno dei luoghi indicati è sito negli Usa e, ovviamente, ma soprattutto per fortuna, nessuno di questi si trova in Italia.
Attenti però,
il caldo può rendere nervosi.

Ecco l’elenco dei Paesi più caldi della terra.
1. Deserto del Lut, Iran, 70 °C 
2. Queensland, Australia, 68,9 °C
3. Turpan, Cina, 66,7 °C
4. El Azizia, Libia, 58° C
5. Death Valley, California, USA, 57° C 
6. Ghadames, Libia, 55 °C
7. Kebili, Tunisia, 55 °C
8. Timbuctu, Mali, 54 °C
9. Tirat Tsvi, Israele, 53,9 °C
10.
Wadi Halfa, Sudan, 52,8 °C

lunedì 16 luglio 2012

Imu, i primi conti!

A un mese dal versamento dell'acconto Imu si fanno i primi calcoli degli incassi. Il ministero dell'Economia ha pubblicato i dati dei versamenti della prima rata per provincia. Se si contano gli introiti in termini assoluti non ci sono grandi sorprese, guidano la classifica le metropoli: prima della lista Roma, unica che supera il miliardo di euro, seguita da Milano, con 680 milioni, Torino (428 milioni) e Napoli (317 milioni).

Più interessante, invece, il dato relativo all'Imu pro-capite. Dividendo i versamenti totali per il numero di residenti, risulta che la provincia in cui i contribuenti hanno pagato in media di più è
Aosta con 347 euro a testa, seguita da Savona (315 euro per abitante), Olbia-Tempio (287 euro) e Imperia
(246 euro). Roma è al 6° posto (con 236 euro) e Milano al 12° con (213 euro). Nella classifica individuale, cioè, sono in testa le province ad alta vocazione turistica con un consistente numero di seconde case per le quali l'aliquota è maggiore (aumentando fittiziamente il costo per residente in quanto molte di esse appartengono a non residenti).

La stangata della seconda rata
Ma il peggio deve ancora venire perché il saldo potrebbe essere ben più alto dell'acconto. Com'è noto, infatti, la prima rata di giugno è stata pagata con le aliquote base del:
• 4 per mille sulla prima casa,
• 7,6 per mille sulle seconde case,
perché molti comuni non hanno ancora approvato la loro aliquota definitiva. Le amministrazioni locali hanno tempo fino al 30 settembre per definirla con un margine di oscillazione del +/- 0,2% per la prima casa e del +/- 0,3% per le seconde case.

Questo significa che col saldo di dicembre, l'aliquota da applicare potrebbe raggiungere il:
• 6 per mille sulla prima casa,
• 10,6 per mille sulle seconde case.
Le nuove aliquote ovviamente andranno applicate non solo al saldo ma all'intero importo annuale dell'Imu, facendo lievitare l'importo da versare anche il doppio dell'acconto.

Un esempio di calcolo della seconda rata
Partendo da un esempio di calcolo già fatto per l'acconto, calcoliamo l'importo della seconda  rata dell'Imu di una prima e seconda casa a Milano, comune che ha approvato le seguenti aliquote definitive:
• 4 per mille sulla prima casa (invariata),
• 9,6 per mille sulle seconde case date in locazione,
• 10,6 per mille sulle seconde case sfitte.

A GIUGNO

1a casa
2a casa
 Valore imponibile
€ 159.600
€ 92.400
 Aliquote Imu base
0,4%
0,76%
  Imu lorda
€ 638,40
€ 702,24
 Detrazioni:
 • prima casa (€ 200)
 • 2 figli a carico (€ 50 x 2)
€ 300
--
 Imu netta
€ 338,40
€ 702,24
 Acconto (50% arrotondato)
€ 169
€ 351

A DICEMBRE
1a casa
2a casa
affittata
2a casa
sfitta
 Valore imponibile
€ 159.600
€ 92.400
€ 92.400
 Aliquote Imu definitive
0,4%
9,6%
1,06%
  Imu lorda
€ 638,40
€ 887,04
€ 979,44
 Detrazioni:
 • prima casa (€ 200)
 • 2 figli a carico (€ 50 x 2)
€ 300
--
--
 Imu netta
€ 338,40
€ 887,04
€ 979,44
 Saldo (= Imu netta - acconto)
€ 169
€ 536
€ 628
 Aumento rispetto all'acconto
--
€ 185 (+ 52,7%)
€ 277 (+78,9%)

Come si vede, a Milano (ma differenze simili sono prevedibili in molte città), mentre per la prima casa la seconda rata resta invariata, nel caso di seconde abitazioni si sfiora il raddoppio.

giovedì 12 luglio 2012

Silvio si ricandida!

Silvio Berlusconi di nuovo in campo come candidato premier. Il Cavaliere glissa con i cronisti ("non fatemi parlare...") ma poi partecipando ad una festa di compleanno spiega ai presenti che la decisione è quasi obbligata: "Vari imprenditori mi hanno detto che tutto il mondo imprenditoriale vuole il mio ritorno"; e ancora: "Non sono io a propormi, è la gente che me lo chiede". Berlusconi ha anche annunciato ai presenti che entro l'estate cambierà il nome al partito e che questa decisione dovrebbe essere ufficializzata in un consiglio nazionale. L'idea che il Cavaliere sia ancora una volta il candidato premier del Popolo della libertà in vista delle elezioni del 2013 ha mandato in fibrillazione un partito già in difficoltà. Diverse le reazioni sui quotidiani. La possibile ricandidatura di Berlusconi è la notizia di apertura dei giornali vicini al centrodestra. "Il pupo ha molta energia", titola Il Foglio di Giuliano Ferrara. "Cucù. Rieccolo", è la scelta di Libero per la prima pagina: "Non ci sono eredi, i sondaggi sono con lui", si legge sul quotidiano diretto da Maurizio Belpietro". Su Il Giornale della famiglia Berlusconi spazio ai sondaggi che avrebbero convinto l'ex premier a scendere nuovamente in campo. "Il ticket Berlusconi-Alfano con un progetto politico che richiami le origini di Forza Italia e una squadra di giovani dirigenti" varrebbe il 28% dei consensi.

mercoledì 11 luglio 2012

Al G20 di Cannes Berlusconi umiliato

Dal G20 di Cannes, l'ultimo di Silvio Berlusconi premier, con un clima "sgradevolissimo e prossimo all'umiliazione" per l'Italia e i suoi rappresentanti, al G20 di Los Cabos dove il governo italiano di Mario Monti aveva di nuovo un ruolo nella soluzione della crisi dell'Eurozona. E' in questo cambio di clima che il premier Mario Monti vede il primo risultato del suo governo, ottenuto "più rapidamente di quanto io prevedessi".
Il paragone, spiega Monti intervenendo all'assemblea dell'Abi, "è tra il G20 di Cannes nel quale tutte le testimonianze mi dicono che Berlusconi è stato sottoposto a una pressione sgradevolissima e per lui e il suo Paese prossima all'umiliazione, e nell'intenzione dei 'prementi' non privi di motivi oggettivi". Una pressione che "avrebbe portato l'Italia a cedere buona parte della sua discrezionalità" con il "tentativo di messa sotto protezione"; e l'ultimo G20, quello di Los Cabos di tre settimane fa, "dove chi rappresnetava l'Italia grazie agli sforzi degli italiani si trovava ad avere un ruolo presso gli interlocutori europei e mondiali per cercare di risolvere la crisi dell'Eurozona".
"L'Italia ha iniziato un percorso di guerra durissimo" ha continuato il presidente del Consiglio. "Un percorso di guerra - ha sottolineato - contro i pregiudizi diffusi e contro le più ciniche valutazioni". L'Italia è ancora in recessione è quest'anno il Pil dovrebbe calare di quasi il 2%, ha detto dal canto suo il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco aggiungendo, però, che lo spread Btp-Bund molto elevato come in questo periodo non è giustificato dai fondamentali dell'economia italiana.

lunedì 18 giugno 2012

Sconto del 50% per ristrutturazioni e risparmio energetico

Oggi come 60 anni fa, in pieno boom economico, la casa e l'edilizia sembrano essere la carta vincente dell'economia italiana. Ci crede il governo che, con il nuovo decreto sviluppo appena varato, ha dato una notevole spinta alla detrazione per le ristrutturazioni portandola dal 36 al 50%. E non solo: raddoppia il tetto di spesa ammesso alla detrazione, da 48mila a 96mila euro. In pratica la detrazione massima consentita triplica:

• oggi è il 36% di 48.000, cioè 17.280 euro;
•
domani sarà il 50% di 96.000, cioè 48.000 euro.

Novità anche per la
detrazione per il risparmio energetico: doveva decadere a fine 2012 ma il decreto sviluppo le ha prolungato la vita di sei mesi, con una minima riduzione: dal 55 al 50%.

Però la nuova aliquota unica del 50% è a termine. Tra
spending review da una parte e ipotesi di tagli generalizzati alle agevolazioni fiscali dall'altra, questo ulteriore sconto è solo un intervento provvisorio per dare una spinta alla ripresa. Il balletto di aliquote ha il seguente calendario:

• ristrutturazioni: 50% fino al 30 giugno 2013, dopo si torna al 36%. La nuova aliquota parte del giorno di entrata in vigore del decreto, quindi a chi ha dei lavori in corso conviene aspettare a pagare (per gli acconti già pagati si applica l'aliquota del 36%);

• risparmio energetico: resta la detrazione attuale del 55% fino al 31 dicembre 2012, poi scende al 50% fino al 30 giugno 2013, e si riduce al 36% (come per le ristrutturazioni) dopo quella data.