lunedì 19 settembre 2011

Silvio Berlusconi al direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara.

Caro direttore,


è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E' invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come “escort”. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.


Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l’immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato. Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.


Questo incommensurabile scandalo non riguarda solo me. Decine, centinaia di persone sono esposte al ludibrio e al linciaggio, senza alcuna remora sia quando si tratti di gente comune o di personalità della vita pubblica e di questioni di bottega domestica sia perfino quando si tratti di vicende che determinano lo status del Paese sulla scena internazionale. Non è mai successo prima.


Nessun uomo di Stato è stato fatto oggetto di una aggressione politica, mediatica, giudiziaria, fisica, patrimoniale e di immagine come quella a cui sono stato sottoposto io. È un trattamento inaccettabile, che si accompagna a una campagna di delegittimazione che punta a scardinare il funzionamento regolare delle istituzioni per interessi fin troppo chiari. La campagna si è intensificata quando ho vinto le elezioni per la terza volta, quando il sistema è stato semplificato e reso più trasparente in senso bipolare, quando si è capito che era alle porte una legislatura aperta alle riforme necessarie alla crescita di questo Paese e alla sua modernizzazione. Missione difficile per la quale ho cercato di mettere in campo gente nuova, estranea ai vecchi giochi dell’establishment, gente giovane e votata al “fare”. Questa campagna non è mai finita, si è nutrita di attacchi a me, al mio partito, ai miei uomini, ai miei ministri, alla generazione di giovani che ho promosso in politica, e si è sparso su tutti il magma eruttivo dello scandalismo per ridurre in cenere una alta popolarità e una grande speranza. Sfruttando ogni aspetto della mia vita privata e della mia personalità, cercando di colpirmi definitivamente con mezzi diversi da quelli della critica politica e della verifica elettorale.


Lei dice bene: Berlusconi è uno scandalo permanente, perché è scandalosa la pretesa di governare stabilmente un Paese con il mandato degli italiani, è scandaloso che un imprenditore rubi il mestiere a una classe politica fallimentare, è scandalosa la pretesa di fronteggiare la grande crisi mondiale con mezzi e con propositi diversi da quelli tradizionali. Ho presentato il mio governo alle Camere nel 2008 chiedendo uno sforzo comune per la crescita e proponendo una fase nuova e pacificata nella vita nazionale dopo le drammatiche divisioni del passato e l’imbarbarimento del linguaggio e dei metodi politici. Ho cercato di fare il mio dovere e di riunificare il Paese, come con il discorso di Onna il 25 aprile. Ho ammonito tutti, nel gennaio di quest’anno, sulla necessità di arrivare alla primavera-estate, mentre nuove regole e parametri incombevano sul sistema finanziario europeo e mondiale, con la più grande frustata della storia al cavallo dell’economia.


Non tutto quello che in politica si vuole è poi possibile ottenerlo, e non nego anche miei possibili errori. Ma l’obiettivo di distruggere un uomo politico e una leadership, usando mezzi impropri e di dubbia legalità, come ha fatto e fa il circuito mediatico-giudiziario, costituisce un tentativo che sa di profonda, radicale ingiustizia e che va combattuto per la libertà di ciascuno di noi.


Io non mollo, caro direttore. Per quanto lo spionaggio sistematico e l’accanimento fazioso mi abbiano preso di mira, e con me vogliano arrivare a pregiudicare l’autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo elettore, c’è ancora in questo Paese, in questa Italia che amo e che è stata divisa da una partigianeria senza principi, un’opinione pubblica, un insieme di persone e di gruppi leali allo spirito repubblicano, una maggioranza di italiani che non sono disponibili ad avventure e a nuovi ribaltoni decisi nei salotti, nelle redazioni e in certi ambienti giudiziari.


Il mio appello è a tutte le persone e le forze responsabili, e non deriva da interesse personale. È un appello in nome dei valori di libertà, di autonomia e di indipendenza dell’individuo di fronte allo Stato, un monito che viene raccolto ogni giorno da molti e il cui frutto sarà pronto per il giudizio dei cittadini quando si terranno, nel 2013, le prossime elezioni politiche.


Alcuni circoli mediatico-finanziari anglofoni mi hanno giudicato inadatto a governare l’Italia ma gli italiani sono stati di diverso parere, e ho dalla mia, dal tempo in cui entrai in politica, risultati che saranno scritti nei libri di storia. Saranno ancora una volta gli italiani, e poi gli storici, a dare il loro giudizio su un Paese in cui si fanno centomila e poi altre centomila intercettazioni ancora per devastare attraverso i media il lavoro quotidiano di chi ha avuto l’investitura democratica per guidare l’Italia in questi anni difficili.


venerdì 9 settembre 2011

Bonus bebè, tre mesi di tempo per la restituzione...






Tre mesi di tempo per restituire senza aggravio i bonus bebè illecitamente percepiti. Sono ottomila le famiglie interessate. L’agevolazione pari a mille euro era stata data in seguito a quanto previsto dalla Finanziaria 2006. Il bonus era consegnato per ogni figlio nato o adottato nel 2005 o per ogni secondo o ulteriore figlio nato o adottato nel 2006.


In questi giorni sono in arrivo le lettere dell'amministrazione che contestano l'incasso dell'assegno per aver autocertificato in maniera sbagliata il proprio reddito. L’ultima versione della manovra correttiva ha allungato i termini per la restituzione da 30 giorni a tre mesi.


La contestazione arriva dopo che l’amministrazione finanziaria ha verificato inesattezze sulla autocertificazione del reddito, fissato alla soglia di 50mila euro per famiglia.


Molte famiglie hanno commesso svariati errori. Come quello di indicare il reddito netto, altri hanno messo solo il reddito da lavoro dipendente senza indicare altre voci, come la casa. Altro errore è stato quello di inserire nel nucleo anche i familiari non a carico che, invece, non rientrano nella composizione della famiglia (composta, ai fini di legge, da familiari a carico e coniuge – non separato – del dichiarante).


Così, l'amministrazione chiede ora la restituzione entro tre mesi del bonus da mille euro ingiustamente incassato, e, nei casi in cui il giudice penale accerterà che c'è stata falsa autocertificazione, il versamento di 3mila euro (il triplo del beneficio ottenuto) come sanzione amministrativa.




mercoledì 29 giugno 2011

Aggredito consigliere PDL

Lite in sala giunta a Mantova


La riunione in sala giunta tra i consiglieri di Lega e Pdl, che ha ritardato l’avvio del consiglio comunale, è stata molto tesa. Al di là della posta in palio (l’uscita dall’aula per protesta contro l’atteggiamento dei consiglieri dell’area Benedini sul parcheggio ex Comated), sul tavolo c’erano anche tensioni pregresse. E così, è scoppiato un violento litigio tra i due pidiellini Romano e Germiniasi. Il primo era stato accusato dal secondo di essere la talpa del gruppo che passa informazioni riservate ai giornali. «Romano mi ha messo le mani alla gola ma io non ho reagito. E tutti i consiglieri lo possono testimoniare» ha detto in serata un ancora scosso Germiniasi. Che sta valutando un’azione legale nei confronti del collega.

mercoledì 15 giugno 2011

lettera di una simpatizzante delusa.

Una domanda ai vertici del Pdl mantovano


Mi sia consentito porre una domanda ai vertici del partito del popolo della libertà di Mantova.


Come conseguenza del disastroso risultato conseguito alle recenti elezioni provinciali, della sconfitta subita in alcuni comuni della nostra provincia (Revere, Marcaria..) per quale motivo non si presentano dimissionari il Coordinatore e chi aveva compiti organizzativi diretti?


La Lega oggi è pure diventata il primo partito della coalizione, un fallimento totale.


Vige un principio oggettivo per chi ha dirette responsabilità che solo nella nostra provincia non si vuole applicare: il capo paga in solido con le proprie dimissioni.


Carlo Maccari è il Coordinatore provinciale, lo si evince dai quotidiani locali: bene, non ci risulta che abbia fatto l'autocritica propria di chi ha fallito ed anzi lo leggiamo colpevolizzare il candidato della Lega Nord Gianni Fava a cui va tutta la nostra solidarietà.


Da cittadina mantovana con grande perplessità e tristezza ho ravvisato la totale solitudine del sindaco Sodano dinnanzi alle fibrillazioni interne la sua maggioranza.


Elemento di grande destabilizzazione è stato Giampaolo Benedini, assessore ai voli pindarici. Pure qui una responsabilità storica diretta ce l'ha Carlo Maccari che dopo averlo sostenuto strenuamente come candidato sindaco i bene informati dicono che gli ha avrebbe pure fatto campagna elettorale a favore alle recenti provinciali.


Se così fosse (attendiamo smentite) egli non sarebbe in pieno conflitto d'interesse politico col suo partito? Si legga a tal riguardo la rivista che Maccari edita, "Il nocciolo", nelle due pagine centrali troverete un peana della lista Benedini competitrice del PDL. Come se Silvio Berlusconi tifasse per i cugini dell'inter in un bel finale di campionato.


Roba da matti.


Giulia Invernizzi

venerdì 10 giugno 2011

Pisapia presenta la giunta. Ma cosa c'entra Tabacci??

Ma è ancora vivo Tabacci? E' proprio vero che l'erba cattiva non muore mai! E' il "nuovo" che avanza...


Spazio a i giovani... Grande Pisapia!!


Il nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha annunciato la composizione della sua Giunta fatta di sei donne e altrettanti uomini. Il suo vice sarà Maria Grazia Guida con deleghe a Educazione e Istruzione, Rapporti con il Consiglio comunale e Attuazione del programma. Daniela Benelli sarà assessore per l'Area metropolitana, il decentramento e i servizi civici. Chiara Bisconti ha ottenuto le deleghe per Benessere, Qualità della vita e Sport, mentre a Stefano Boeri vanno quelle per la cultura, l'Expo, la Moda e il Design.


Cinque assessori su dodici sono rappresentanti del Partito democratico. Ecco gli altri incarichi: Lucia Castellano sarà assessore alla Casa e ai Lavori pubblici, Franco D'Alfonso andrà al Commercio, alle Attività produttive e al Turismo. L'Urbanistica è stata assegnata a Lucia De Cesaris, la Sicurezza a Marco Granelli, le Politiche sociali e i Servizi per la salute a Pierfrancesco Majorino, la Mobilità e l'Ambiente a Pierfrancesco Maran, il Bilancio a Bruno Tabacci (???) e le Politiche per il lavoro, lo Sviluppo economico e l'Università a Cristina Tajani.


Il nuovo sindaco, Giuliano Pisapia, ha premesso di non avere "battuto i pugni" per imporsi davanti alle richieste dei partiti e negato riunioni fino a tarda notte con i suoi rappresentanti. "Non è nel mio stile e non ce n'è stato bisogno perché il rapporto con la città e i partiti è stato molto utile e sereno. Ho trovato una coalizione molto unita che, come in campagna elettorale, ha guardato agli interessi della città, prima che a quelli dei singoli. Ho ascoltato tutti e ho preso le mie decisioni in autonomia di cui mi prendo la responsabilità".


Il sindaco si è detto quindi "molto soddisfatto" della squadra e ha aggiunto di essere "fiero che in meno di dieci giorni, nonostante i tanti problemi già affrontati e risolti, posso presentare una giunta figlia di una grande stagione di partecipazione che ho vissuto da undici mesi a questa parte, da quando cioè è iniziata la mia campagna elettorale".


martedì 7 giugno 2011

stralcio intervista a Formigoni




Nuovo statuto PDL?


«Sarà il consiglio nazionale a cambiare lo statuto. Ho proposto che si proceda rapidamente all’elezione dei coordinatori cittadini e provinciali, visto che dal 2008 non abbiamo mai tenuto alcun congresso».


Primarie per i vertici del partito?


«Alfano mi ha rubato lo slogan “primarie per tutti”. Vedo che qualche altro amico di partito, come Mantovani, è più riluttante. È legittimo anche il suo pensiero, discutiamone. Ma le elezioni dei coordinatori devono avvenire entro luglio, al massimo la prima domenica di ottobre. È da tre anni che abbiamo promesso ai nostri sostenitori congressi congressi congressi».


Molti elettori del Pdl non sono andati a votare alle elezioni. Crede che si muoverebbero per le primarie?
«Le primarie sono uno scossone, danno il senso di un partito che ha capito quel che è avvenuto e che cambia profondamente. In tutto il mondo coinvolgere gli elettori nelle cose che riguardano il partito è il modo di farli sentire responsabili. Noi chiedevamo ai nostri elettori solo di venire a distribuire i volantini. I nostri iscritti si sono un po’ rotti. Bisogna coinvolgerli nelle scelte che contano».


lunedì 6 giugno 2011

Ritorna l'ICI: esente l'abitazione principale.

E’ previsto per il 16 giugno l’appuntamento con l’acconto Ici. L’importo da pagare è pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulla base di aliquote e detrazioni del 2010.


Dal pagamento sono escluse le abitazioni principali, mentre restano soggette al tributo le abitazioni principali con categoria catastale A/1 (“Abitazioni in ville”), A/8 (“Abitazioni in ville”) e A/9 (“Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici”).


Dunque a essere soggetti all’Ici sono poi tutti gli immobili abitativi diversi da quelli utilizzati come abitazione principale (concessi in locazione, utilizzati come seconde case ecc.) nonché tutti gli immobili non abitativi (uffici, negozi).


In caso di mancato versamento entro il 16 giugno, è possibile, se si paga entro il 16 luglio, applicare la nuova sanzione ridotta pari al 3% dell'imposta dovuta (la sanzione ordinaria è del 30%), più gli interessi. Se si paga entro un anno, si applica invece la nuova sanzione ridotta del 3,75%.