domenica 6 dicembre 2009

Agevolazioni fiscali per la casa.

36, 55, 3 e 4%. Il Fisco per una volta fa una faccia meno cattiva. Queste cifre sono agevolazioni – meno da tasse da pagare – per chi si avventura nell’acquisto di una casa oppure, più semplicemente, in spese di ristrutturazioni. Vediamo a quali condizioni è possibile beneficiarne.

Mettersi un tetto sulla testa approfittando della crisi. Un'idea che può avere la sua logica. Nel 2009, infatti, le vendite sono crollate del 15% e i prezzi sono scesi in media dell'8%. Potrebbe essere il momento giusto per acquistare un immobile. Com'è noto, per calcolare l'impegno economico per l'acquisto di una casa occorre aggiungere al prezzo dell'immobile un'altra serie di costi, tra cui l'eventuale commissione per l'agenzia, la parcella del notaio, le imposte. Mentre i primi due dipendono da fattori di mercato e dai tariffari professionali, il carico fiscale varia in base al fatto che si tratti o meno di una abitazione principale (sono previste agevolazioni fiscali per l'acquisto della "prima casa") e che il venditore sia un privato o un'impresa costruttrice.

Prima casa più leggera:
Se acquistate un immobile ad uso abitativo (e delle eventuali pertinenze: box, cantine ecc.) e "non di lusso":
- da un privato cittadino,
- da un'impresa non costruttrice, oppure
- da un'impresa costruttrice che vende un immobile ultimato da più di 4 anni,
siete tenuti a pagare le imposte di registro, ipotecarie e catastali (a un tasso agevolato) e non l'Iva. Questa imposta invece è dovuta se il venditore è un'impresa costruttrice che vende la casa entro i 4 anni dalla fine lavori.
Questi gli importi:
- imposta di registro: 3% calcolato sul valore catastale e non su quello commerciale (il vero prezzo d'acquisto dev'essere indicato nel rogito ma non ha alcuna rilevanza fiscale)
- imposta ipotecaria: 168 euro (importo fisso),
- imposta catastale: 168 euro (importo fisso).
- Iva (se dovuta): 4% calcolato sul valore d'acquisto (e non sul valore catastale).
Per la prima casa è prevista anche una riduzione del 30% sulla parcella notarile per il rogito.
Per ottenere queste agevolazioni:
- dovete essere residenti nello stesso comune dell'immobile che acquistate o dovete trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall'acquisto,
- non dovete possedere altri immobili nello stesso comune,
- non dovete avere già usufruito delle agevolazioni "prima casa" per qualsiasi altro immobile su tutto il territorio nazionale.

sabato 5 dicembre 2009

Dare credito al pentito Spatuzza è una follia tutta italiana.

Le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza rappresentano una follia tutta italiana. La follia è quella di immaginare di dar credito a chi parla dopo 11 anni dall’arresto, chi è stato autore materiale di efferati delitti tra cui quello di don Puglisi e lo strangolamento e scioglimento nell’acido del dodicenne Di Matteo, chi ha procurato un aborto ad una studentessa incinta di un boss palermitano. Questa persona dopo 11 anni coinvolge il presidente del Consiglio e trova ascolto presso la magistratura oltrechè, purtroppo, presso parte del mondo politico. Da tutto ciò appare l’impazzimento di alcuni magistrati che sembrano volere attuare un vero e proprio colpo di stato per via giudiziaria.
Lo ha dichiarato il deputato del Pdl, Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera.

Mai così tanti successi contro la criminalità organizzata!

GOVERNO BERLUSCONI - Maggio 2008/ottobre 2009 -
Differenza rispetto ai 18 mesi precedenti

OPERAZIONI DI POLIZIA
377 +53%
ARRESTI
3.630 +22%
LATITANTI ARRESTATI
282 +87%
Tra 30 più pericolosi
15 +67%
Tra i 100 più pericolosi
37 +131%
BENI SEQUESTRATI
5.629 milioni di euro +56%
BENI CONFISCATI
1.753 milioni di euro +364%

Penso che non servano tante altre parole descrittive per valutare la bontà del lovoro fatto dal Governo Berlusconi.
Grazie Sivio di esistere !!!
(non mollare mai)

venerdì 4 dicembre 2009

Decoder obbligatorio? E allora aumenta il prezzo.

Esplode il caro-consumatori nelle zone dove è in corso lo switch off. In Trentino addirittura +20%, in Campania occhio all'antennista.

È in corso il passaggio dalla tv analogica a quella digitale terrestre. Data la situazione, i prezzi dei decoder stanno cambiando? Sì, in aumento.Inchiesta in tre regioniPer saperlo, tra settembre e ottobre la rivista Altroconsumo è andata a verificarlo nelle regioni che in questo periodo stanno effettuando lo "switch off", il passaggio: Trentino Alto Adige, Lazio, Campania.
Il caso più preoccupante è quello del Trentino Alto Adige: a transizione in corso, nel giro di un mese i prezzi sono lievitati del 13%, con punte del 20%. Un esempio? A settembre il decoder interattivo Telesystem in un punto vendita di Trento costava 79,90 euro, mentre solo un mese più tardi lo stesso negozio lo vendeva a 99 euro (+ 24%).
La situazione è altrettanto losca nel Lazio e in Campania, anche lì i prezzi dei decoder sono saliti prima del passaggio al digitale terrestre.
Variazione prezzi decoder settembre/ottobre 2009
Trentino Alto Adige : + 13%
Campania : + 2,5%
Lazio : + 1,3%

D'altra parte, in Campania si assiste a un altro fenomeno. Con il passaggio alla tv digitale, antennisti ''spregiudicati'' che chiedono soldi per sintonizzare i canali (operazione che richiede poche e semplici mosse) giustificando l'esborso con necessari interventi tecnici. Per raccogliere le lamentele dei consumatori il Movimento difesa del cittadino da alcuni mesi ha attivato lo sportello Sos decoder.''Sono troppi i tecnici o presunti tali - spiega l'associazione - che chiedono cifre esorbitanti per operazioni semplicissime: il tutto senza tener conto di alcuni tariffari che, sebbene diversi da regione a regione, possono essere considerati quale punto di riferimento per gli utenti''. Per questo l'Mdc chiede l'intervento del Garante dei prezzi e della Guardia di Finanza.

giovedì 3 dicembre 2009

Dai! Silvio... non scherzare! Ci metti paura...

Silvio Berluisconi ha fatto una battuta all’inizio del suo intervento alla conferenza internazionale Italia-America Latina che a me personalmente non ha fatto ridere, anzi mi ha gelato il sangue nelle vene. Buttandola sul ridere ha dichiarato che presto farà le valige e se ne andrà a Panama...
Sentirà la mancanza di Repubblica, L’Unità, Annozero e i pm, il presidente del Consiglio si è detto pronto a correre a casa, fare le valige e trasferirsi a Panama.

Dai! Silvio... non scherzare su queste cose. Ci metti paura!

Silvio non mollare mai!!!

martedì 1 dicembre 2009

C’è l’apocalisse: tutti in fila a "godersi" la morte.

Spopola il film catastrofista 2012. E' basato sulla profezia Maya del devastante allineamento dei pianeti fra tre anni. E gli italiani scoprono il sottile piacere di immaginare la propria morte, anziché una vita fra trans, toghe pazze e mutui.
di Marcello Veneziani

Mancano poco più di tre anni alla fine del mondo e noi stiamo qui a baloccarci tra mutui e giudici, trans e sms. C’è un incubo che attraversa il mondo e si presenta nelle vesti della ricreazione: è la fine del mondo, fissata per il 21 dicembre del 2012. Profezia tratta dal calendario Maya e avallata dalla più avventurosa astrofisica, narra di un pericoloso allineamento dei pianeti da cui scaturirà la fine della Terra, dopo orrende catastrofi. Si fermerà per 72 ore la rotazione della Terra, rimpiangeremo la forza di gravità, e poi ripartirà in senso inverso, generando cataclismi. Ma la Terra si va già attardando, perde minuti da anni, rallenta paurosamente. Aiuto, la Terra s’ammoscia... In tutto il mondo e in Italia capeggia le classifiche il film catastrofico di Roland Emmerich, 2012, che ci fa vedere in anteprima da spettatori quel Crollo Finale che ci vedrà invece attori, coinvolti e travolti, alla vigilia di una Santa Natività in cui non nascerà più nessuno. Saremo condannati a morte in flagranza di creato. Piace da morire godersi in poltrona a 7,5 euro lo spettacolo della propria fine, e quella degli odiati vicini, oltre che dei propri cari; bello godersi il filmino del proprio funerale planetario, sgranocchiando pop corn, nell’unica realizzazione verace e universale del comunismo: la fine del mondo ci renderà finalmente tutti uguali. ’A livella, per dirla con quel marxista funerario di Totò. Muoiono tutti, belli e brutti, ricchi e poveri, stronzisti e merdacce, per usare le nuove categorie della politica. Ma tutti insieme, e l’estrema applicazione del mal comune mezzo gaudio dà qualche consolazione in extremis. In fondo è brutto morire a qualcuno, perdersi la luce dei giorni venturi, il mare della prossima estate e i sapori della frutta di giugno, sapere che la vita continua ma noi abbiamo avuto la nomination fatale, siamo fuori. Ma se si va via tutti insieme, se si spegne per sempre il creato, non abbiamo da rimpiangere niente e nessuno. Game is over, la festa è finita, andate in pace. Veramente proprio in pace non si finisce nel film, considerando l’apocalisse totale, la terra che si apre e inghiotte città e grattacieli, terremoti e maremoti che lo tsunami faceva solo ridere, vulcani impazziti e ghiacciai che si sciolgono come ghiaccioli. Chi pensa di scamparla perché vive nascosto in provincia, sbaglia di grosso; ma figuratevi che effetto fa vedere al cinema il crollo di san Pietro e del quartiere adiacente, quando tu abiti proprio lì. Presto, vendere subito, prima che crollino con i prezzi anche le case.Mentre furoreggia il film di Emmerich c’è pure la conferenza di Copenaghen sul surriscaldamento del globo e dunque la fiction si salda con i tg e sembra inverarli. Se ne parla da anni e su internet esplode la mania, il terrore e l’ebbrezza dell’apocalisse. Nascono sette, c’è chi lucra sulla paura. C'è una diffusa psicosi che prende soprattutto gli psicolabili americani; ma anche da noi la sindrome del finimondo miete vittime. Una prospettiva di vita di solo tre anni potrebbe renderci più avidi ma anche migliori, più ansiosi di arraffare tutto il più presto possibile, togliendosi tutti gli sfizi finora frenati; ma potrebbe anche spingerci a farci più eterei e meno terrestri, più mistici perfino, filosofi e santi. La prospettiva della fine migliora i migliori e peggiora i peggiori. Non cambia l’umanità, rivela e radicalizza i caratteri. Fratello ricordati che devi morire, dicono i nuovi frappisti della geo-fiction, la data è stata già stabilita, non valgono gli oroscopi dopo quella scadenza. Non progettate oltre il triennio, abolite le lauree che durano di più. Godetevi gli ultimi mondiali di calcio, promettete di sposarvi nel 2013 per fare la sposa contenta e gabbata; firmate cambiali a morire, tanto non ci frega più niente. Il film concede qualche eccezionale sopravvivenza all’ecatombe, e penso che Berlusconi si senta già tra gli eletti superstiti. Il paradosso di questa profezia astro-cinematografica è che unisce il massimo di irrealtà al massimo di realtà. La fine del mondo non è affatto inverosimile, la sorpresa semmai è come mai non sia già avvenuta. Ci dev’essere un ordine pazzesco e divino nel cosmo se non si verifica mai un guasto, un mutamento di rotta di stelle e pianeti. Ma la fine di un ciclo, spiegano i Maya, è già accaduta altre volte nel cosmo; l’arca di Noè era solo uno sbiadito ricordo, mutato nel carro allegorico di uno zoo. La morte comunque è certissima, differisce solo la datazione: e anche la morte universale è certissima, l’unico dubbio è se in unica soluzione per liquidazione d’esercizio o con il sistema rateale dei decessi dilazionati, che conosciamo da sempre. L’uomo è l’unico essere vivente che abbia piena coscienza della sua morte futura, e l’unico che oltre a piangerla ha pure la forza di riderne, di esorcizzarla e persino di divertirsi vedendola al cinema. Quelle folle che gremiscono le sale non sono costrette da religioni cupe e sacerdoti funesti a constatare il loro miserabile destino di morenti; ci vanno di spontanea volontà, per un incrocio di paura e goduria, e pagano pure per farsi ricordare la loro tremenda precarietà. Vogliono passare tre ore spensierate a immaginare la propria morte, e nel modo più drammatico possibile. Caschi il mondo, but show must go on. Vorrei dire alle masse necrofile e masochiste: se avete proprio voglia di gustarvi la fine del mondo e di voi, andate alla Cappella Sistina, godetevi il Giudizio Universale di Michelangelo. Almeno lì c’è arte e c’è pure il conforto divino, si muore in bellezza e viene a prelevarci il Signore in Persona. Certo, angoscia sentirsi giudicati senza appello, non c’è lodo Alfano che ci esoneri dal dies irae; in compenso non ci giudicano i magistrati nostrani. Eppure resta un mistero il piacere mondiale di spararsi al cinema la Disgrazia delle Disgrazie, all inclusive, noi compresi. A una falsa scadenza è legata la verità della condizione umana, una fiction ci riporta all’autenticità di morenti. Alla fine ci attacchiamo a quel soffio leggero chiamato anima, segretamente convinti che almeno lei, che è leggera come un fiato, la farà franca e andrà ad abitare in imprecisati cieli. In un fiato finirà il mondo, con un fiato ricomincerà la vita. Appuntamento generale al 22 dicembre del 2012. In cielo, all’inferno o sotto casa del regista, a pretendere il biglietto risarcito per la bufala cosmica.

lunedì 30 novembre 2009

Lo scandalo a luci rosse (e nere)

Il video hard della Mussolini e Roberto Fiore sarebbe stato offerto a Palazzo Chigi agli inizi di settembre al costo di un milione di euro. Lo scandalo a luci rosse, o meglio, a luci nere prende contorni sempre più scabrosi e per certi versi simili al caso Marrazzo. Con una grossa differenza che non è sfuggita ai più attenti: nel caso del video-Mussolini, l'atteggiamento di Palazzo Chigi è stato meno "informale": anziché avvertire la diretta interessata dell'esistenza di queste immagini compromettenti (come fatto nel caso Marrazzo), è stata contattata la magistratura e ora la Procura di Roma indaga per tentata estorsione. Il video, della cui esistenza ormai quasi nessuno dubita più, sarebbe stato consegnato mediante lettera il cui mittente, scrive il Corriere "è stato individuato e perquisito. Ora si tenta di scoprire chi si sia mosso dietro questa vicenda". Il misterioso mittente si cela dietro l'acronimo A.C., un tizio (che si dice essere nella mailing list di Forza Nuova) in difficoltà economiche che sperava in un "aiuto di Silvio Berlusconi" per riappianare i buchi nelle sue casse. A.C. non avrebbe fatto (almeno per ora) agli inquirenti il nome dell'autore del video. limitandosi a definirsi solo "un intermediario". Ora emerge che il soggetto in questione si sia qualificato come produttore televisivo, che abbia avuto guai con la giustizia per truffa e che sia nel giro di Corona.
In pochi mesi due ricatti a sfondo sessuale (al netto delle vicende D'Addario, Topolanek, Noemi, etc. etc.) e una mano che sembra essere piuttosto simile. Qualcuno dalla Capitale ricorda i casi di spionaggio che videro in qualche modo coinvolto l'ex governatore del Lazio Storace proprio contro i principali avversari politici di quel momento. Ma la vicenda, i cui contorni sono ancora avvolti nel torbido, fa venire in mente una domanda: a chi giova tutto questo scompiglio? A voi la risposta.